Pubblicato in: Pagine, Schermi

Roswell: differenze tra libro e serie tv (quella originale, perché sono vecchia)

L’ultimo anno e mezzo è stato l’anno dei rewatch. Ho iniziato in tempi non sospetti (pre-pandemonio), guardando dall’inizio alla fine serie tv come “Streghe” e “Buffy, l’Ammazzavampiri”, proseguendo poi con “Dawson’s Creek”. In questi giorni sto riguardando “The Vampire Diaries”, ho ricominciato da capo “The Originals” (di cui avevo visto, credo, solo la prima stagione e poco più e onestamente non è che sia granché, capisco perché l’avevo abbandonata, ma finché Netflix me la propone, perché no?). Parallelamente, sto facendo anche il rewatch di “Roswell”, la serie originale del 1999. 

Non ho mai visto “Roswell: New Mexico”, un reboot recente trasmesso sulla CW e che sembra avere più successo della serie tv originale, infatti è già stato rinnovato per una quarta stagione un paio di mesi fa, nonostante da quello che ho capito non ci sia ancora una data certa per la premiere della terza. Sto pensando di darle una chance una volta finito il rewatch, soprattutto perché ho notato il coinvolgimento del cast originale: nella seconda stagione Jason Behr, il vecchio Max Evans, è tra i personaggi ricorrenti (non ho idea per quanti episodi, ma fosse anche uno basterebbe), mentre Shiri Appleby, ai tempi Liz Parker, ha ricoperto il ruolo di regista per un paio di episodi.

Ho scoperto solo recentemente che lo show è ispirato a dieci romanzi che fanno parte di una saga chiamata “Roswell High”, pubblicata tra il 1998 e il 2000, scritta da Melinda Metz. L’ho scoperto proprio grazie al rewatch, prestando attenzione ai titoli di coda per la prima volta in vita mia.

Cosa ho deciso dunque di fare, considerata la noia di questi ultimi giorni di lockdown che neanche tre rewatch e un film al giorno potrebbero colmare? Ho deciso di leggere i libri, ovviamente.

Per ora ho letto solo il primo, intitolato “The Outsider”, non senza sofferenza per due diversi motivi, anzi tre:

  1. Ho dovuto leggere l’ebook. La serie è talmente vecchia che credo che l’ultima ristampa risalga a tipo 20 anni fa. Tutto quello che si trova di cartaceo su Amazon è di seconda mano, con prezzi di spedizione a prescindere da quanto spendi (io sono una di quelle persone sceme che compra cose finché non raggiungo la soglia dopo la quale non si pagano più le spese di spedizione, spendendo probabilmente di più alla fine, ma sono stupida, cosa volete farci) e con descrizioni della condizione del libro che suonano un po’ troppo entusiastiche per fidarmi;
  2. La scrittura è infantile a dir poco. Il target dovrebbe essere young adult, ma onestamente questi libri potrebbero essere letti anche da pre-adolescenti tra i dieci e i dodici anni, anzi, credo che siano più adatti a loro.
  3. Il libro è pieno di refusi. Innumerevoli volte manca proprio la punteggiatura, in particolar modo il punto a fine frase, che noi intuiamo doverci essere non solo perché sarebbe logico così, ma anche perché la parola seguente ha un’imponente lettera maiuscola.

E’ stata comunque una lettura leggera, di puro svago e divertimento. L’ebook non ha neanche duecento pagine ed è diviso in 16 capitoli; ne ho letti quattro al giorno, la sera prima di andare a dormire. Inoltre, l’ho comprato con i soldi guadagnati vendendo la mia roba su Depop, quindi mi sentivo particolarmente realizzata per questo (una vera e propria business woman, non c’è che dire).

Mi sono divertita a stilare una lista di differenze tra il libro e la serie. Scendendo nel dettaglio:

  1. Max è biondo con gli occhi blu, Michael è moro. Avete notato come nella scelta del casting delle serie tv gli addetti se ne sbattano completamente delle descrizioni nel libro? Ricordo ancora quando la gente si era indignata perché Nina Dobrev non era bionda come Elena Gilbert nei libri di “The Vampire Diaries”; allo stesso modo ricordo la lunghissima e sofferta scelta dell’attore perfetto per saghe come quella di “Twilight”, ad esempio, dove se gli interpreti non erano uguali a quanto descritto nel libro avevi già fallito in partenza. Ma del resto, le serie tv vivono sempre di vita propria, com’è giusto che sia, visto che durano più di un film e necessariamente si allontaneranno dal materiale originale, mentre i film tendono ad essere più fedeli, secondo me.
  2. Liz ha una sorella di nome Rosa. O meglio, aveva, visto che muore di overdose prima dell’inizio della storia. Maria afferma di avere un fratello più piccolo. Nella serie sono figlie uniche.
  3. I poteri alieni di Max, Michael e Isabel sono abbastanza diversi da quelli che vediamo sullo schermo. Anche se nello show viene detto come loro siano connessi, nel libro questo è ancora più evidente. Quando Max cura Liz (l’evento iniziale della sparatoria al Crash Down viene riportato sullo schermo quasi identicamente, con tanto di bottiglia di ketchup versata addosso a Liz per camuffare il sangue), Isabel sente anche a distanza che Max ha appena usato una grande quantità di potere. Non sa di preciso cosa il fratello abbia fatto, ma sa che si tratta di qualcosa di grosso, e riesce anche a sentire in lontananza la paura di Max e Michael (dovuta al fatto che i due temono che Max li abbia esposti come alieni salvando la vita a Liz, cosa che in effetti avviene).
  4. Liz ha un cognome diverso. Ortecho anziché Parker. Viene ripetuto più di una volta che la sua famiglia sia di origine ispanica.
  5. Gli alieni sono in grado di vedere le aure delle persone e di capire cosa stianno provando a seconda del colore di queste. Sono contentissima che abbiano abbandonato questa abilità nella serie tv perché sarebbe stata una cosa noiosissima da vedere, per di più supertrash, considerati gli effetti speciali fine anni ‘90.
  6. Michael afferma di vedere meglio di notte che di giorno. Probabilmente anche questo un potere su cui però non si approfondisce molto.
  7. Max e Michael stanno cercando di tornare sul loro pianeta da tempo. Viene detto che da qualche anno setacciano la zona desertica dove la loro navicella si è schiantata. Nella serie tv, le ricerche sembrano iniziare dopo gli eventi del Crash Down, a seguito dei quali gli alieni vengono a conoscenza della possibilità di non essere i soli presenti sulla Terra, ma potrebbe esserci un quarto alieno in grado di ricondurli a casa. Questo suscita in particolar modo grande interesse in Michael, che sia nel libro che nella serie tv ha un foster parent orribile, mentre Max e Isabel sembrano perfettamente contenti con la loro vita, essendo stati adottati da una brava famiglia.
  8. Alex ha i capelli rossi. Inoltre, nonostante i personaggi nel libro abbiano la profondità di una pozzanghera, l’impressione che ho avuto di Alex dal libro non è la stessa della serie tv. Nella serie tv sembra lo sfigatello della scuola, il tipo un po’ strambo che fatica ad inserirsi con la maggior parte della gente, ma che ha trovato due grandi amiche in Liz e Maria. Nel libro sembra più un ragazzo “standard” (passatemi il termine): non popolare, ma neanche un loser. Tra l’altro nella serie tv Isabel rifiuta inizialmente le attenzioni di Alex e soltanto in seguito (quando è troppo tardi, aggiungerei) accetta l’idea che Alex le piaccia davvero, mentre nel libro Isabel, benché giochi un poco con l’interesse di Alex nei suoi confronti, è da subito propensa a pensare che in fondo su Alex ci farebbe un pensierino.
  9. Isabel è una vera e propria queen bitch. Nella serie tv la conosciamo come una ragazza popolare, bella, con una cerchia di amiche strette, tutto ciò dovuto alla voglia di Isabel di avere una vita normale, nonostante sia un’aliena. Anche nel libro gran parte della caratterizzazione superficiale di Isabel nasconde in realtà tanta paura, insicurezza, voglia di essere normale, ma resta il fatto che in superficie sia un personaggio abbastanza odioso: in entrambi i casi Isabel ha il potere di entrare nei sogni della gente, ma nel libro lo fa per raccattare punti ed essere eletta homecoming queen, quindi non solo usa i poteri per scopi personali, ma si infila nella testa della gente per influire sulle loro decisioni. Tra l’altro dalla bocca le escono a volte commenti che neanche uno yogurt scaduto oserebbe fare. Come ho detto, questa caratterizzazione di ragazza un po’ acidella Isabel la mantiene anche nella serie tv, ma spesso si manifesta attraverso un sarcasmo un po’ cinico che è anche divertente, mentre nel libro risultata semplicemente una vipera, una vera mean girl.
  10. Gli alieni sembrano possedere un’intelligenza sopraffina, dettata anche da una grande capacità di adattamento. Nonostante Max, Isabel e Michael abbiano iniziato la scuola molto in ritardo rispetto ai loro coetanei, sono riusciti a mettersi in pari quasi immediatamente, tanto da non avere bisogno di studiare perché tanto sono dei cervelloni che riescono a primeggiare a scuola senza neanche aprire un libro. Forse mi sbaglio, ma non ho percepito la stessa caratteristica nella serie tv. Specialmente Michael, tra il padre adottivo menefreghista che lo costringe a tagliare l’erba e le innumerevoli bigiate per andare alla ricerca di indizi, non è esattamente uno studente modello e nella serie è il classico personaggio della combriccola (non manca mai) che rischia di non diplomarsi (vedi Pacey Witter in “Dawson’s Creek” e Archie Andrews in “Riverdale”, giusto per coprire una spanna di 20 e più anni per provare la mia teoria).
  11. Kyle Valenti è odioso. Kyle nella serie tv mi ha sempre fatto tenerezza: da subito ha il sospetto che i nostri eroi stiano nascondendo qualcosa, ma per gran parte del tempo non immagina, al contrario del padre, che Max sia un alieno, più semplicemente si comporta come un adolescente che detesta Max perché crede che quest’ultimo gli abbia rubato Liz, almeno finché anche Max non passa qualche episodio da rifiutato e i due fanno comunella ubriacandosi. Quando Kyle scopre la verità, si dimostra un ragazzo di cui potersi fidare, un vero alleato, grato anche per il fatto che Max gli abbia salvato la vita, che è anche l’evento che fa cambiare idea allo sceriffo Valenti su questi alieni. Inoltre ho sempre apprezzato che il suo rapporto con Tess non diventi mai romantico, anche se inizialmente lo confonde per tale: Kyle si rende conto che Tess è parte della famiglia, la considera una sorella (nonostante lei non se lo meriti perché è una stronza). Nei libri Kyle è invece cattivo quasi quanto Isabel, gli brucia da morire che Liz non lo caghi, sembra quasi emanare delle “stalker vibes” ed è un attaccabrighe.
  12. Tess non esiste. Non è comparsa in questo libro e, mi sono informata, non comparirà nei prossimi: Tess è un personaggio creato esclusivamente per lo show televisivo. Esiste però un quarto alieno e, da quello che si intuisce dal primo libro, i risvolti saranno simili a quelli della serie tv, ossia questo quarto alieno è potenzialmente pericoloso e ha ucciso gente.

Due piccole note finali su dettagli minori presenti sia nel libro che nella serie tv: 

  1. Maria crede nell’aromaterapia. Nel libro così come sullo schermo, la vediamo sniffare da varie boccette a seconda della situazione. Ho sempre trovato questa caratteristica discretamente originale e molto adatta al personaggio.
  2. Gli alieni amano la salsa piccante su tutto. Così come nella serie tv, gli alieni cospargono di tabasco tutto ciò che mangiano, anche i dolci. Anche questo è sempre stato un dettaglio insignificante, ma che ho sempre trovato particolarmente divertente.

Credo continuerò a leggere la serie di libri, nonostante io sia fuori dal target di età di riferimento di almeno 15 anni. E’ una lettura sciocca e leggera, perfetta prima di andare a dormire.

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