Pubblicato in: Me, me stessa e io

Una chiacchieratina prima di

Dallo scorso anno, come credo di aver già scritto da qualche parte, ho preso l’abitudine di comprare un abete vero anziché uno sintetico. Il motivo principale, oltre al buon odore che hanno e il fatto che ognuno sia unico e mai uguale ad un altro, è che posso disfarmene una volta trascorso il Natale: a casa ho a stento spazio per le quattro decorazioni che abbiamo comprato lo scorso anno, figuriamoci per uno scatolone contenente pezzi d’albero.

Sabato pomeriggio siamo andati a comprare l’abete di quest’anno a Victoria Park, uno dei tanti luoghi dove viene allestita la vendita di alberi prima di Natale. Sono stata molto felice di condividere questa esperienza con Lui (l’anno scorso di questi tempi era tornato nel suo paese a visitare la famiglia), soprattutto perché un anno fa mi sono spaccata la schiena a trasportare l’abete da sola, considerando che era quasi alto/basso quanto me. Una volta portato l’albero a casa, l’abbiamo decorato in un tempo record di meno di trenta minuti, alla faccia di mia madre che ha iniziato ad allestire l’albero oggi e probabilmente finirà di decorare per il 23 Dicembre, considerando che possiede qualcosa come 5 scatoloni pieni zeppi di decorazioni e gingilli natalizi di ogni tipo. Vivere a Londra, dove rischi sempre di dover cambiare casa all’improvviso e soprattutto lotterai sempre per avere la meglio su quella figura mitica meglio nota come “Extra storage”, ha avuto i suoi effetti positivi sulla mania di accumulare cose che ho ereditato da mia madre.

Adesso sono seduta al tavolo della cucina/soggiorno (questa zona del nostro appartamento è open plan) con le sole lucine dell’albero di Natale a farmi compagnia mentre scrivo.

Non ho molto da dire, ad essere sincera, ma volevo lasciare un segno qui prima di sparire per non so quanto tempo, visto che domani torno a lavorare (riapriremo ufficialmente mercoledì) e non so cosa aspettarmi. Non so quando avrò un giorno libero, non so quanti pazzi si avventureranno fuori nonostante tutto, non so perché ho la sensazione che anche se sarà un Natale diverso da quelli a cui sono stata abituata negli ultimi quattro anni (ossia locali talmente pieni di gente da strabordare), c’è qualcosa che mi dice che sarò più stanca di quanto lo fossi gli anni scorsi perché quest’anno alle scarse ore di sonno e alla stanchezza fisica si aggiungerà la stanchezza psicologica di tornare per l’ennesima volta in un posto di lavoro che credevo di conoscere a Febbraio 2020, ma che ha dovuto cambiare e adattarsi un centinaio di volte nei mesi seguenti.

Ieri ho ricevuto il mio planner per il 2021, comprato da un brand che ho utilizzato l’anno scorso per la prima volta: si chiama Pepper&Cute e offre delle cosine molto carine, piuttosto kawaii, e che forse sono più adatte ad una bambina di 13 anni che a una donna di quasi 30, ma chisseneimporta. Mentre lo sfogliavo, ho iniziato a pensare a tutte le cose che voglio fare l’anno prossimo. Anche se non mi piace ammetterlo, quest’anno ha illuso anche me che mi sveglierò il primo gennaio 2021 una persona diversa, una di quelle che prenota viaggi last minute per Las Vegas o che compra un biglietto per un concerto appena aprono le vendite. In realtà so che molto probabilmente neanche l’anno prossimo visiterò una delle tante città americane nella mia bucket list e che aspetterò fino all’ultimo secondo per chiedere il giorno libero per andare ad un concerto, il che probabilmente significa che non arriverò mai al punto di chiedere davvero il giorno off, perché i biglietti saranno già sold out.

Non lo confesserei mai a mia madre e ancor meno a mio padre, ma sono un po’ triste perché per un folle istante ho pensato che forse il lockdown sarebbe stato prolungato tanto da regalarmi un Natale in Italia dopo quattro anni di assenza. E invece no, gli anni di assenza diventeranno cinque e chissà quanti altri se ne aggiungeranno. Peccato. Mi sarebbe piaciuto vedere la nostra nuova gatta che, selvatica com’è, distruggerà quasi sicuramente l’albero di Natale e tutte le decorazioni. Ma almeno ho un lavoro a cui tornare. Stanca e provata da questo anno di alti e bassi, di bianco e nero, di sì e no. Stanca e provata, ma grata.

7 pensieri riguardo “Una chiacchieratina prima di

  1. Un angolo di Natale che entra in casa scalda sempre il cuore, anche se mi dispiace che non riuscirai a tornare in Italia. Insomma, anche se stressa un sacco vedere la famiglia a Natale è poi uno dei risvolti belli della festa.

    Un abbraccio!

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    1. Probabilmente se uno dei prossimi anni riuscissi a tornare a casa per Natale me ne pentirei al primo battibecco tra parenti, ma questo non renderebbe l’esperienza meno speciale 😀

      Un abbraccio a te!

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