Pubblicato in: Schermi

Sarebbe interessante un remake di “Fear”

“Fear” è un film thriller del 1996 con protagonisti dei giovanissimi Reese Witherspoon e Mark Wahlberg, molto convincente nel ruolo che interpreta. Ho visto questo film qualche giorno fa e mi ha fatto pensare a come cambino le cose. Se il mondo in cui viviamo non è ideale sotto certi aspetti, se potremmo essere più avanzati, se sarebbe preferibile non udire più certe notizie al telegiornale, allo stesso modo non si possono negare i passi avanti fatti, almeno dal punto di vista di sensibilizzazione sociale. Un film come questo, che ai tempi fu discretamente accolto, se uscisse al giorno d’oggi così com’è immagino verrebbe massacrato perché è invecchiato piuttosto male, a mio per niente autoritativo parere. 

Disclaimer: il post contiene spoiler. Del resto, è trascorso quasi un quarto di secolo.

La storia ha come protagonista Nicole (Witherspoon), la classica vergine bionda che fino all’altro ieri era la protagonista femminile prediletta nei film con target adolescenziale. Nicole incontra David (Wahlberg), il bad boy, e se ne innamora. Siccome non stavo scorrendo il catalogo dei film thriller, ma quello delle commediole sceme, per un istante ho pensato fosse uno di quei film dove la nostra eroina, affetta da Sindrome della Crocerossina, riesce a cambiare e salvare il delinquentello di turno che nasconde in realtà un cuore d’oro. La situazione è in realtà ben diversa: il titolo – semplice e alquanto generico – in fondo lo suggerisce. Il bad boy in questione è davvero bad e non c’è possibilità di redimerlo.

David fa parte di una sottospecie di gang e viene subito presentato come un poco di buono, ma in principio Nicole si sente avventurosa e ignora i segnali. David dimostrerà di che pasta è fatto un giorno fuori da scuola: recatosi lì per incontrare Nicole, quando vede quest’ultima scambiarsi un abbraccio con Gary, il migliore amico con cui la ragazza aveva appena scambiato delle confidenze, impazzisce. Lanciatosi fuori dall’auto, aggredisce Gary e, nella confusione generale, finisce per spingere via Nicole, che sta cercando di separarli, e la colpisce, procurandole un occhio nero. Nicole mente ai genitori riguardo l’origine del livido e inizialmente evita David, ma ciò non dura molto, infatti ben presto lo perdonerà.

Interpretata da una Alyssa Milano così giovane da ricordare i bei tempi di “Streghe”, serie tv in cui sarebbe approdata due anni dopo, nel film c’è anche Margo, migliore amica di Nicole. Quando Margo viene messa al corrente di come Nicole si è procurata tale contusione, la sua replica fa rabbrividire. Nicole le racconta cosa è successo e Margo risponde con qualcosa come “A volte questo è il loro stupido modo di dimostrarci che ci amano”. Scusate, cosa? Nella caratterizzazione obsoleta del film, immagino che questa battuta possa sembrare sensata in bocca a Margo, dipinta come libertina e disinibita in una maniera tale da suggerire che forse, tra tante avventure e divertimento, cerca solo affetto, il che apparentemente la porta ad avere una visione deviata dell’amore. Siamo solo negli anni ‘90 in fondo, non credo che le persone dietro certi film né il target stesso a cui erano rivolti fossero pronti ad accettare che un’adolescente possa essere sessualmente attiva senza cercare necessariamente l’amore eterno. No, molto meglio mostrarla mentre si fa chiunque alla ricerca dell’amore, così disperata da scambiare per tale sentimento pure quello che ti prende a pugni in faccia.

Ma il peggio deve ancora arrivare. Qualche scena dopo infatti Nicole si reca nell’abitazione che David divide con quei delinquenti dei suoi amici: per qualche motivo si ferma fuori dall’abitazione e sbircia all’interno attraverso la finestra. Osserva così per alcuni istanti Margo, intenta a fornicare con il ragazzo che frequenta, Logan, quando vede David che si intromette. Margo flirta un po’ con lui, ma niente potrebbe giustificare ciò che accade dopo: David afferra Margo per i capelli e la costringe ad ammettere che lo desidera, per poi sollevarla di peso dal corpo dell’amico cui Margo era avvinghiata, caricarsela in spalla e portarla in camera da letto, non senza averle prima dato una sonora pacca sul sedere come a proclamare vittoria. Possiamo tutti immaginare cosa avviene dopo, anche se nel film, grazie al cielo, non viene mostrato. Nicole, anziché intervenire e tirare un pugno in faccia al suo ragazzo che ha chiaramente seri problemi, si gira e se ne va, ferita e arrabbiata, come se non avesse neanche notato lo sguardo terrorizzato di Margo quando David l’ha presa per i capelli. 

Il giorno dopo Nicole si scaglia contro David e gli dice che non vuole più vederlo eccetera eccetera. Nel pomeriggio, Margo va a casa di Nicole e quest’ultima la tratta come un rifiuto umano per quanto successo la sera precedente. Margo cerca di ragionare con lei, dicendole due cose: aveva fatto uso di droghe e David l’ha praticamente costretta. Nicole non sente però ragione, benché la sua migliore amica le abbia praticamente appena confessato di essere stata molestata. Sì, signori miei, c’è poco da addolcire i fatti. Non si può dubitare che Margo sia stata vittima di violenza, considerando che ammette di essere stata forzata, per di più era fuori come un balcone. Credo inoltre che a suggerirlo sia anche la scelta dei costumi: Margo indossa spesso top corti e jeans attillati, ma quando va a casa di Nicole dopo il fattaccio, oltre ad avere una faccia sfatta come se avesse pianto per ore, indossa pantaloni larghi, canotta e una camicia da boscaiolo, il tutto un po’ deforme e molto poco sexy, come se volesse quasi nascondersi. Certo, poi gli sceneggiatori le mettono in bocca altre battute infelici, come quando nel salutare il fratellino probabilmente dodicenne di Nicole dice “When are you gonna grow up so I can ravage you?”, parole che ovviamente fanno incazzare ancor di più la nostra Nicole che in quel momento considera la sua migliore amica una sgualdrina. 

Voglio sperare che la reazione di Nicole alla confessione dell’amica non sopravviverebbe ai giorni nostri. Nell’era del girl power, della sisterhood e della lotta alla rape culture, se questo film fosse stato fatto oggi la Nicole della situazione non direbbe mai alla sua amica, in sostanza, che è una gran troia. Non sto dicendo che nella realtà certe cose purtroppo non succedano, intendiamoci, sto parlando di film o serie tv, specialmente se indirizzate ad un pubblico teen. In fondo, non ci siamo sorbiti quattro stagione di “13 Reasons Why” senza uscirne un po’ sensibilizzati su certi argomenti (unica nota positiva di una serie tv che si è trascinata a lungo oltre il momento in cui la sua linfa vitale era stata esaurita).

Per tutto ciò che è stato detto sopra, sarebbe interessante vedere un remake di questo film, ambientandolo ai tempi nostri. È molto probabilmente che la battuta infelice di Margo sull’amore violento (che non esiste e che non è amore) verrebbe eliminata dallo script o, per lo meno, se decidessero di tenerla, Nicole (immaginando che sia in questa nuova versione un personaggio illuminato e non ottuso) l’avrebbe fatta rinsavire. Nel vedere la sua amica in pericolo, probabilmente Nicole avrebbe palle a sufficienza per, se non irrompere nella casa e trascinare via Margo, almeno chiamare la polizia. Ma nel caso in cui questo non accada per paura o per un momentaneo cortocircuito mentale scaturito dal constatare che David è merce da galera, nel seguente confronto con Margo Nicole l’avrebbe perdonata e probabilmente spinta a denunciare i fatti, anziché mandarla via a calci in culo.

In un potenziale remake in chiave più moderna di questo film, è probabile che David finirebbe dietro le sbarre o almeno con un ordine restrittivo molto prima, il che salverebbe lo spettatore dal finale tra il ridicolo e il rocambolesco. Nelle ultime scene David e i suoi scagnozzi si recano a casa di Nicole per far del male alla sua famiglia e nel marasma finale si susseguono scene da commedia (il fratellino minorenne che investe uno dei manigoldi con l’auto dei genitori da cui stava chiamando la polizia) e scene da film d’azione di serie Z (il padre di Nicole che lancia David fuori dalla finestra e gli fa fare un volo che a momenti finisce su Marte).

Seriamente, anziché fare remake, reboot, revival, requelchevepare di film cult che non accontenteranno mai la gente, ma li farà soltanto lagnare ed indignare sui social, perché non rifare film di cui non si ricorda nessuno e dargli una svecchiata? 

P.S. Poco prima di pubblicare questo post, ho scovato alcune notizie risalenti al 2018 che affermano che la Universal sta davvero pensando di portare sugli schermi un remake di “Fear”. Non so se questa idea sia ancora in porto, considerando gli avvenimenti degli ultimi tempi, ma la vera domanda è: secondo voi riusciranno a produrre un film più moderno o decideranno di essere fedeli all’originale, anche se questo proviene dall’età della pietra?

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