8 luoghi comuni che molto probabilmente troverete in una rom-com natalizia

Questa seconda stagione della serie intitolata “Lockdown” (non sappiamo ancora se ci sarà un rinnovo per il prossimo anno, ma speriamo tutti di no) la sto dedicando alla visione di film.

Durante lo scorso periodo di quarantena ho visto un sacco di serie tv, avendo tempo di recuperare cose mai viste e cose da terminare, ma non posso dire che in questi giorni stia accadendo lo stesso. Certo, ho visto qualche serie qua e là, ad esempio la seconda stagione di “The End of the Fucking World” (che adoro: se non l’avete mai vista recuperatela; si guarda in uno, massimo due giorni, includendo anche la prima stagione che ho rivisto con piacere) e sto finalmente recuperando “Euphoria” (buongiorno, ben arrivata), ma non si può negare che sto per lo più usufruendo del catalogo film di Netflix. Del resto, è proprio grazie alla pandemia se non c’è un cavolo di serie tv da guardare questo autunno, grazie Mr Corona (first world problems, I know). 

Sto guardando un sacco di film di Natale, visto che Netflix è entrato in pieno spirito natalizio da almeno tre settimane. Fingendo di essere una persona acuta e arguta che riesce ad identificare pattern ovunque quando in realtà sono solo annoiata e con tempo da perdere, ho pensato di stilare una lista delle cose in comune che ho trovato nella maggior parte di questi film.

Penso di poter affermare con sicurezza che tutti questi prodotti sono stati concepiti per la tv (Hallmark Channel regna sovrano), dunque stiamo parlando di film da guardare dopo il pranzo di Natale quando il coma da cibo vi impedisce di ricordare persino il risultato di 2+2. Insomma, non mi aspettavo molto, a parte ovviamente una recitazione tale da farci confondere gli attori impalati come abeti con le decorazioni natalizie sullo sfondo (and the Oscar goes to…).

Ma entriamo nel dettaglio…

Fonte: thecinemaholic.com
  1. I protagonisti hanno lavori importanti in qualche prestigioso ufficio a New York, Chicago o San Francisco e sono sull’orlo di una promozione assicurata, ma finiscono per gettare tutto al vento in nome di qualche sogno nel cassetto che non hanno coltivato per gli ultimi dieci anni.

Ho visto protagoniste gettare in pasto agli elfi malvagi posizioni da Mega Direttore Assoluto del Marketing o Imperatrice Indiscussa della Galleria d’Arte più Bella dell’Universo perché preferiscono tornare a scarabocchiare su un quadernetto disegni di dubbio gusto che inspiegabilmente tutti gli altri personaggi credono essere capolavori, incoraggiandole quindi a cambiare per sempre vita.

  1. La tentazione di trasferirsi nel paesino sperduto in Culonia vince sempre.

Comprendo il fascino del paesello, soprattutto dopo anni trascorsi nella grande città; credetemi, inizio quasi anche io a comprenderla questa fascinazione. Allo stesso tempo, allontanatevi per un attimo da questa realtà che sembra uno spot natalizio: è normale che un paesino di montagna dove si respira zenzero e cannella e la neve è sempre fresca e mai putrido pantano possa sembrare il posto più bello del mondo a Dicembre, ma sarà ancora così quando vi sveglierete il primo Gennaio con i postumi della sbornia e un contratto a vita per la vostra villetta che sorge a Casa del Diavolo? Io non credo. La gente in questi film si comporta come se Natale fosse tutto l’anno, quando invece è solo un giorno in mezzo ad altri 364.

Fonte: imdb.com
  1. C’è sempre lo Scrooge della situazione.

A volte è la protagonista, perché donna troppo impegnata ed in carriera per aver tempo di decorare e celebrare; a volte è il protagonista, così che la sua controparte femminile possa vestire il ruolo di iperattiva fatina del Natale che farà tornare in lui lo spirito delle festività; a volte è il ragazzo o la ragazza dei rispettivi protagonisti che verrà mollata prima della fine del film perché hanno un cuore di pietra che non può essere scalfito in nessun modo.

  1. Si parla molto di famiglia in questi film e si cerca di ricreare il senso di tale valore sullo schermo… Per questo spesso e volentieri gli screen writer decidono di ammazzare metà della famiglia di qualche personaggio, in particolar modo quello principale femminile.

In uno di questi film, il mestiere di Tizia consiste nel decorare abitazioni o edifici a seconda della festività del momento. Tizio è un incompetente in merito, per questo decide di assumere Tizia, in quanto la sua famiglia sta per raggiungerlo, intenzionata a trascorrere il Natale con lui. Fin qui tutto nei limiti del normale. Quando la famiglia arriva, Tizio capisce che appendere due lucine colorate non è quello che i suoi familiari si aspettavano: i suoi parenti sono giunti fin lì per trascorrere la settimana precedente a Natale con lui e non con la sola compagnia di un albero addobbato, ma lui è così oberato di lavoro che fa fatica ad accontentarli, decidendo così di assumere Tizia a tempo pieno, in modo che lei possa diventare una sorta di guida turistica natalizia per i suoi familiari. Tutto questo non sembra strano a nessuno: non sembra strano che lei accetti di fare qualcosa che non è compreso nella sua professione; non sembra strano che nessuno nella famiglia di Tizio, tra cui una ragazza in età adolescenziale che inizierà il college l’anno prossimo, non si offra di liberare la povera Tizia da tale magagna perché a quanto pare in questo universo non esistono mappe, smartphone e il vasto mondo di Internet che in teoria potrebbe permettere all’allegra famiglia di farsi un itinerario da soli anziché assumere un consulente natalizio; non sembra strano che Tizia non abbia di meglio da fare, ma per questo dobbiamo ringraziare gli scrittori geniali che l’hanno fatta diventare un’orfanella, cosicché prima che il film finisca lei possa essere appellata dai parenti di Tizio come “parte della famiglia” dopo solo sei giorni di conoscenza. Per niente creepy e magicamente natalizio.

Fonte: tenor.com
  1. Metà dei protagonisti sono affetti da quella che io chiamo “sindrome di Romeo e Giulietta”.

Tutti si innamorano di tutti in un lasso di tempo che va dai due giorni alle due settimane. Ma stiamo parlando di commedie romantiche, per di più natalizie, quindi che ve lo dico a fare? Non mi stupisco più. Anzi, sì, continuerò a stupirmi, ma questo non cambierà l’assurdità di tutte queste situazioni.

  1. L’altra metà si comporta come se fosse ancora al liceo, anche se l’età media è 33 anni.

Nel caso in cui i personaggi non siano vittime di un amore lampo, ci troviamo di fronte a due possibilità: o abbiamo amici di vecchia data che sono innamorati l’uno dell’altro da sempre senza averlo mai confessato oppure abbiamo gente che stava insieme al liceo per poi perdersi di vista per 15 anni, ma per qualche strano motivo si ama ancora. Vogliamo smetterla con questa narrativa della gente che si ama segretamente per anni senza proferire parola? Per me è umanamente impossibile: se entrambi provano lo stesso sentimento, penso che in 15 anni la cosa sarebbe emersa, soprattutto nel corso di qualche sbronza. Allo stesso modo, credo sia impossibile essere ancora innamorati di una persona che non si è vista per anni ed anni: forse si può essere ancora innamorati del ricordo di quella persona o dell’idea che ne abbiamo conservato, ma non puoi  venirmi a dire che sei ancora innamorata di Marco della terza B all’età di 33 anni, perché Marco della terza B in un certo senso non esiste più, essendo diventato Marco Persona Adulta e non più sedicenne enigmatico seduto in fondo alla classe. 

Fonte: assholeswatchingmovies.com
  1. Quando qualcuno eredita qualcosa, tutto avviene con la semplice apposizione di una firma su un pezzo di carta.

Scusate la mia ignoranza, ma che fine ha fatto la tassa di successione e i debiti infiniti che qualche zio stronzo ha deciso di lasciarti assieme al suo cottage in Lapponia?

  1. Gli abitanti del paesello vogliono essere tratteggiati come dei personaggi simpatichelli dal grande cuore, in realtà sono dei frignoni insopportabili.

In due dei film che ho visto, la protagonista ereditava qualcosa da una nonna o una zia. Che si trattasse di Winter Wonderland nella sua interezza o della vecchia locanda, ogni volta la protagonista giunge nel paesello convinta di vendere la baracca, mentre i paesani credono ovviamente il contrario e quando scoprono la dura realtà fanno gli offesi e iniziano con le lamentele e il terrore psicologico perché evidentemente se la tizia venderà bottega, loro finiranno a fare la fame. Salvo poi tirare fuori dalla tasca posteriore dei jeans qualche centinaio di migliaia di dollari per aiutare la protagonista a ricomprare la proprietà dopo averla venduta. Ma non erano sull’orlo dell’elemosina?

Fonte: Hybrid LLC

I film presi in esame hanno quasi tutti la parola Christmas nel titolo, com’è logico che sia, e sono i seguenti: “Midnight at the Magnolia”, “Christmas Made to Order”, “Christmas Wonderland”, “Christmas Land” e “My Christmas Inn”. Buona visione (o anche no).

7 pensieri su “8 luoghi comuni che molto probabilmente troverete in una rom-com natalizia

  1. J ha detto:

    Pezzo ineccepibile…

    La seconda stagione di The end of the fucking world mi ha lasciato… tipo… “eh?!” 😧
    Per i film di Natale invece niente da fare, al terzo punto della tua classifica mi è già passata la voglia e ho già dato fuoco alla capanna del fabbro nel presepe…

    Piace a 1 persona

  2. Di solito i film natalizi mi fan tristezza, però in parte è un guilty pleasure vedere film-spazzatura e denigrarli dall’inizio alla fine. Di solito però prediligo film anni ’90 con Sandra Bullock o affini… così oltre a criticare la trama prevedibile e insensata mi diverto anche a commentare i look discutibili dei personaggi!

    Piace a 1 persona

  3. Ma sai che non ho mai guardato film natalizi? E non c’è un motivo preciso, perché non li snobbo per partito preso. Però adesso sono diventata curiosa e mi sa che ne guardo qualcuno.
    Il post è delizioso. 😄

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